LE
OSCENITA' DELL'OLIMPICO OVVERO
L'ENTUSIASMANTE ESORDIO DELLA LEGGE MELANDRI-AMATO
Sarebbe
stato sin troppo facile, la scorsa settimana, sparare a zero sui fatti
di Roma-Manchester, ma abbiamo voluto lasciare tutto il palcoscenico
al (mi si dice) novello paladino degli ultras, tale Mentana Enrico
giornalista Mediaset che (sempre a quanto mi si dice) in una puntata
del suo Matrix è riuscito a fare sbottare nientemeno che Achille
Serra, già questore di Milano, già parlamentare di Forza
Italia ed attuale Questore di Roma. Non che il nostro "poliziotto
senza pistola" (questo il titolo del suo libro autobiografico)
avesse peraltro fatto chissà quale bella figura nei giorni
precedenti, tanto nella gestione dell'ordine pubblico per il match
quanto nel commentare le gesta dei suoi uomini. Nel primo caso il
flop è stato a dire poco catastrofico, visto il "buon"
esito della caccia all'inglese fuori dall'Olimpico ed il vergognoso
accanimento degli uomini in blu sugli spalti, nel secondo caso ha
prima raccontato plateali bugie ("
la Polizia italiana ha
agito correttamente. Se qualcuno dimostrasse il contrario sarei io
stesso a chiedere un'inchiesta
") e poi, messo alle strette,
fa le prove generali per partecipare a "La sai l'ultima?!"
("
se ci sono stati singoli eccessi, verranno accertate
le responsabilità e saranno presi provvedimenti
").
E' tuttavia ingiusto individuare in Serra il capro espiatorio e, poiché
tra l'altro i fatti di Roma-Manchester sono per noi lo spunto per
parlar d'altro, ci limitiamo ad una nostra ricostruzione di quella
giornata, simile in verità a tante altre e la cui eco è
arrivata fino ai titoli dei Tiggì solo perché stavolta
le teste rotte dai manganelli impugnati al contrario non erano quelle
(vuote ed indifese per definizione) degli ultras italiani.
1) In occasione della trasferta romana il Man Utd mette in guardia
i propri tifosi circa l'accoglienza che potrebbero ricevere a Roma,
entrando in dettagli logistici che la dicono lunga sulla distanza
tra l'intelligence calcistica d'Oltremanica e quella del Belpaese.
Per tutta risposta Serra, Veltroni e qualche altro politico permaloso
spernacchiano il loro sentirsi offesi.
2) Come da copione quando arrivano a Roma gli inglesi scatta la caccia
all'uomo da parte dei "soliti noti", lamaioli per la più
parte, gruppuscoli giallorossi. Utile notare che la stessa cosa non
accade in altre nostre città e che forse nemmeno a Torino,
dove non si dimentica l'orrore dell'Heysel, si è mai arrivati
a certi livelli. Dunque le cronache parleranno di inglesi lasciati
allo sbando dalle FdO e di assalti all'arma bianca più o meno
indisturbati: un ragazzo non ha perso la vita per una questione di
due centimetri, ma nessuno si è posto il dubbio di capire dov'erano
le forze dell'ordine durante l'infame mattanza. Forse stavano lucidando
i loro manganelli, oppure erano a prendere lezioni accelerate inglese
3) Dentro l'Olimpico i consueti siparietti che chiunque ci sia stato
almeno una volta nella vita conosce bene: gli idioti della curva affianco
che ti provocano e ti bersagliano senza posa e nella più totale
indifferenza dei blu, che invece appena ti muovi di un metro ti sono
addosso e scaricano la loro forza muscolare su chiunque gli capiti
a tiro. Nel caso di Roma-Manchester ci sono anche tanti, tantissimi
tifosi tranquilli, anche di una certa età, ma tant'è:
gli inglesi sò tutti uligans e se meritano questo, come già
avvenne per Italia-Inghilterra suppergiù dieci anni fa (sempre
all'Olimpico, casualmente). Gli omaccioni con caschi ed anfibi se
ne infischiano, anzi se ne fregano, dal fare cessare le provocazioni
ed anche se hai ragione a reagire, se ne fregano dell'onore della
divisa che indossano, delle telecamere che li riprendono, delle proteste
che magari si alzeranno: il foulard amaranto alzato sul volto è
persino una precauzione superflua perché tanto sanno di godere
della più completa impunità e che agli occhi dell'opinione
pubblica e politica sono i "giusti" che bastonano i "teppisti".
Va peraltro detto che questi non solo non sono stati episodi isolati
in Italia (specie a Roma dove negli ultimi anni a dirigere i reparti
Celere è stato promosso uno dei peggiori protagonisti del Genova
Social Forum 2001) ma soprattutto temiamo la dicano lunga sull'atteggiamento
che le FdO terranno con gli ultras, nei cui confronti avranno carta
bianca più e peggio di prima
4) La stampa ed il mondo politico inglesi, gli stessi che negli anni
hanno rispettivamente esaltato ed applicato la tolleranza zero con
gli hooligans (con l'H maiuscola), quindi gente che dal proprio punto
di vista ha la coscienza a posto e che soprattutto ha cognizione di
causa, protestano più che vivacemente per il comportamento
delle forze dell'ordine nostrane. Il sottosegretario agli interni
inglese Vernon Coaker afferma che "
sono necessarie spiegazioni
su quanto accaduto allo stadio Olimpico e sul modo in cui ha reagito
la polizia
". Più o meno siamo all'incidente diplomatico
e mentre l'Uefa annuncia l'apertura di un'inchiesta, in Italia si
sfiora il grottesco: "I giornali inglesi parlano di polizia spietata?
Dobbiamo gratitudine alle forze dell'ordine - dichiara il presidente
della Federcalcio Giancarlo Abete - e non penso si possa mortificare
in questo modo l'impegno di chi rende le partite serene". In
attesa delle coppe e delle medaglie per chi ha spaccato più
teste, non manca nemmeno il solito ritornello che la colpa è
degli Inglesi ubriachi: OK, si fa per dire, ma ci domandiamo allora
chi, come e perché non ha fatto applicare il divieto di vendita
di alcolici che era stato emanato
O vogliono farci credere che
i red devils sono arrivati già sbronzi e/o hanno riempito il
loro bagaglio a mano di lattine di birra??
5) Tutti hanno visto come è stato diverso il clima della partita
di ritorno, anche nei momenti più tesi della giornata. E se
l'Uefa si permette di sottolineare la professionalità dei bobbies,
il Ministro dell'Interno Giuliano Amato non riesce a dire altro che
"Mi dispiace che i tifosi italiani si siano messi in condizioni
di essere fermati a Manchester, ma credo che anche il mio collega
inglese sia dispiaciuto per i tifosi del Manchester che hanno girato
ubriachi per tutto il giorno a Roma". E con questo abbiamo ci
è più chiaro il perché dell'appellativo "dottor
Sottile" (nel senso dell'avere, non dell'essere) che il buon
Amato si era guadagnato sin dagli ultimi anni dell'impero craxiano,
di cui è stato tra i massimi intellettuali.
Dicevamo che questi fatti erano per noi un semplice pretesto per parlare
d'altro ed infatti ci dispiace constatare che le nostre previsioni
sull'inefficacia della nuova normativa "Melandri-Amato"
si rivelano già azzeccate.
Con quella legge si uccide scientificamente il tifo organizzato, impedendo
l'ingresso di striscioni, tamburi, megafoni, bandiere, perché
evidentemente tutto questo armamentario è considerato funzionale
alla violenza. La realtà è invece che, con la scusa
della violenza, si vuole far fuori il tifo organizzato: quello che
dice verità scomode e denuncia gli abusi di potere, quello
che non chiede umilianti autorizzazioni per poter esprimere il proprio
pensiero tramite uno striscione, quello che vuole ridare un'anima
popolare al calcio, quello che non accetta gli stadi per pochi ricchi
e la diretta TV per i poveracci, quello che non baratta l'ingresso
gratuito per i ragazzini (previsto dalla nuova legge) con una curva
sterilizzata ed amorfa (risultato della nuova legge).
Forse riusciranno a farci sparire - mai noi resisteremo insieme agli
ultras - ma di certo questi divieti nulla incidono sulla prevenzione
e limitazione della violenza, come hanno dimostrato gli accoltellati
di Roma. Anzi, il divieto di trasferte organizzate previsto dalla
nuova normativa amplificherà il rischio di agguati infami e
con esiti potenzialmente devastanti, perché favorisce lo spostamento
di piccoli gruppi in semiclandestinità e la promiscuità
tra tifosi di diverse fazioni, dentro e fuori lo stadio.
A questo Lorsignori fingono di non pensare o credere, ma sono già
pronte abbondanti riserve di lacrime di coccodrillo
.
Avanti ultras.
Lele Viganò
15/04/2007
PS intanto
comincia ad emergere una nuova verità sui fatti di Catania-Palermo:
ed ora che diranno le menti illuminate dalla malafede ed annebbiate
dal profumo dei soldi di Euro 2012