PER
NON MORIRE, COMUNQUE, PRIMA DEL 2012
Si
stavano già dando le pacche sulle spalle, sicuri che con l'ultima
fatica (si fa per dire
) della nuova Legge antiviolenza (anche
questo si fa per dire
) avevano ipotecato l'assegnazione degli
Europei 2012.
Si stavano già leccando i baffi (Melandri esclusa, ma per altri
motivi
), pensando ai milioni di euro che si sarebbero spesi
per tutte le conseguenti opere, non ultime il completamento di quelle
lasciate a metà da Italia 90
.
Stavano già tirando un sospiro di sollievo, chè dopo
l'amnistia non dichiarata per "Calciopoli 1" (anno 2006)
grazie alla vittoria dei Mondiali, serviva un altro evento di festa
a coprire e condonare la "Calciopoli 2" (2007) e con essa
i soliti amici ed il relativo sottobosco di potere.
E invece Lorsignori e Lorsignore, nessuno escluso, si sono presi un
gran bel calcio nel culo, uno di quelli che lascia il segno e ti fa
arrossare le guance, pardon le chiappe. Farsi preferire dalle evolutissime
Polonia ed Ucraina, poi, la dice lunga, nessuno si senta offeso, sull'idea
che in Europa si sono fatti del nostro Paese ancor prima del nostro
calcio arrogante, impresentabile, intrallazzato e per questo agonizzante,
anche se da noi tutti fingono di non saperlo.
Miss Melandri, narravano le prime cronache, pare sia scoppiata in
lacrime, salvo poi fare precisare dal portavoce al seguito che semplicemente
"si è messa le mani sul volto...": lo facessimo noi
in uno stadio e ci accuserebbero di travisamento... Don Tonino da
Bari se l'è presa con Platini, dandogli più o meno dell'ingrato,
e se lo dice lui possiamo stare certi che è un complimento.
Non è mancata la voce dell'opposizione politica, quella che
a suo tempo si inventò spalmadebiti e de-cretini in salsa "Pisanu-Pescante",
che ha chiesto le dimissioni della Ministra.
Noi ci estraniamo dalle liti e dalle scenette di quel condominio chiamato
Palazzo e ci godiamo, dopo tanto tempo e tante ingiustizie, questa
non piccola gioia. Sorridendo persino, alla faccia di chi già
ha detto che se non ci hanno dato gli Europei è colpa della
violenza degli ultras, al pensiero delle scorribande (e che scorribande,
chiedere agli inglesi, ad esempio!) di cui si sono dimostrati capaci
i tifosi di Oltrecortina, ai quali non auguriamo ovviamente l'ondata
repressiva che ha guastato il nostro Paese.
Ma esultare non ci basta, perché nemmeno una gioia di questa
portata cancella nè mitiga la rabbia che sale di domenica in
domenica, di proibizione in proibizione, di abuso in abuso. Partiti
dal biglietto nominale e dal divieto dei fumogeni, infatti, siamo
arrivati al reato di opinione ed allo strip tease al tornello, sempre
a condizione che la scritta "Ultras" ce l'hai stampata sulla
maglietta, perché se è tatuata rischi anche di non entrare
allo stadio.
Lorsignori dicono che questo è lo sport pulito, qualcuno di
costoro addirittura sta fondando un partito "democratico",
degno alter ego della "Casa delle Libertà" già
costruita dagli avversari politici. Sti cazzi, come direbbe una qualunque
nobildonna d'Albione
Prima che queste menti illuminate sedute in parlamento si inventino
qualcosa d'altro (mai porre il limite al peggio) e sfoghino la loro
frustrazione per la sconfitta sui soliti noti, occorre che gli ultras
si mobilitino, occorre capire come il mondo del tifo può giocarsi
su altri tavoli la pesante sconfitta che il Sistema Calcio Italiano
ha subito, approfittare di questo momento per dimostrare che anche
sul fronte repressione questa classe dirigente ha sbagliato di grosso.
Abbiamo già perso, tutti ed indistintamente, lo scorso anno
l'occasione per dare il colpo del KO ad un mondo la cui credibilità
era in ginocchio; quel treno è passato al suono del "PO-PO-PO-PO"
e nel volgere di pochi mesi ci siamo trovati additati come gli unici
e soli criminali in un Paese che, senza neppure troppi problemi, ha
concesso l'indulto a chi, mannaggia a noi, è entrato in una
banca con la pistola invece che allo stadio con una bandiera
Il nostro è un appello a tutto il mondo ultras che non confonde
la clemenza con la giustizia e che, frase non nostra, NON DEVE CHIEDERE
A NESSUNO IL PERMESSO PER ESSERE LIBERO. Ecco perché, sul prossimo
numero, proveremo anche a fare delle (piccole) proposte concrete.
Avanti ultras, ora più che mai.
Lele
Viganò
22/04/2007